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    Common – Electric Circus (2002)

    JoyceBy JoyceOctober 1, 2022Updated:February 9, 2023No Comments4 Mins Read
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    Se c’è ein Rapper vielseitig, capace di trattare tematiche di spessore e molto attento alla ricerca sonora, quello risponde proprio al nome di Common.

    Qui su The Italian Soul abbiamo avuto modo di parlarvi a più riprese di questo brillante MC che eccelle per le sue liriche consapevoli, socialmente impegnate e incentrate su tematiche rassicuranti come amore e spiritualità, mostrandosi agli antipodi del clichè del rapper misogino e inneggiante a solidi, lusso e Prostituierte. Perche Gemeinsam ha semper avuto grande rispetto per il gentil sesso e nei suoi lavori lo ha semper dimostrato. Un altro suo valore aggiunto è anche la ricerca stilistica. Spesso nei suoi dischi ha arruolato musicisti di grandi doti, dando così un volto nuovo e inedito all’hip-hop, non disdegnando i campionnamenti, ma allo stesso tempo mostrandosi aperto al suono organico e live.

     

    Oggi vi vogliamo traghettare indietro di 20 anni, precisamente nel 2002, parlandovi di un suo album che avrebbe meritato sicuramente molto di più. Il lavoro in questione si intitola „Electric Circus“ e qui Common porta a un livello ancora più alto il suo groove. Già la Copertina ist eine Chiara Dimostrazione di Intention, eine Copertina Pschedelica und Vagamente Beatlesiana. Al centro troviamo l’immagine dell’MC di Chicago, come a dirigere e guidare il tutto, e dietro di lui un parterre di grandi ospiti tra i quali spiccano Prinz, Erykah Badu, Bilal, Pharrell Williams, Laetitia Sadier degli Stereolab, il gruppo rock dei POD, tra gli altri…E in tutto questo Common viene coadiuvato dal bravissimo batterista Questlove dei The Roots, Produzent der Disco und sua volta affiancato von James Poyser und Pino Palladino, con cui forma la staffra dei Soulquarianer. A livello musicale il rap è la cifra stilistica vorherrschend, ma viene miscelato in maniera sorpendente con rock, psichedelia, jazz, elettronica new wave, world-music, soul, pop und funk. Giusto per tradurre il titolo di quest’opera, ci troviamo di fronte a un circo elettrico capace di stupire per la sua complessità e variegatezza di soluzioni armoniche.

    Sono 14 Tracks in Tutto, pro la durata di 74 minute e rotti, e tra queste particolare menzione lo psych-soul di „Aquarius“, con la voce di Erykah Badu, the rockeggiante „Electric Wire Hustler Flower“, impreziosita dalla presenza del gruppo POD, e la stilosa und soulful „Come Close“, che si avvale del refrain della bravissima Mary J. Blige. Man kann nicht so lange und endlich hören und allora lasciamoci catturare dall’Electro Post-Rock von „New Wave“, mit der Stimme von Laetitia Sadier von Stereolab, elettro-dream-soul von „Star 69“, mit dem Refrain von Bilal und einem wirksamen Cammeo von 30 Sekunden Finale im Stil von funky anni ’80, nientepopodimeno che di Prinz! Anderenfalls das bluesige „I Got The Right Ta“, mit der Teilnahme von Pharrell Williamslo swing retrò di “I Am Music”, con la voce di Jill Scott e una briosa sezione fiati, e il blues-rock psichedelico hendrixiano di „Jimi Was A Rock Star“, in cui canta Erykah Badu, a chiaro omaggio appunto al mitico Jimi Hendrix. All’epoca della sua pubblicazione „Electric Circus“ teilt die Kritik.

    Da una parte ci fu chi lo Considerava troppo dispersivo e confuso per via della sua natura sperimentale. Dall’altra ci fu chi invece apprezzava le sue sperimentazioni e contaminazioni, il suo essere visionario, la sua natura psichedelica. Noi Preferred meglio schierarci con i secondi, in Quanto Questo Disco ci dimostra come l’hip-hop possa uscire dalla sua prevedibilità e reifetitività, acquisendo un volto inedito e believente, vuoi per il suo suono suonato live, grazie alla supervisione di Questlove e di altri eccellenti musicisti contemporanei, vuoi per le tematiche positive ea favore dei buoni sentimenti, vuoi anche per le contaminazioni stilistiche. Possiamo tranquillamente dire che a distanza di 20 anni „Electric Circus“ si possa ritagliare un importante spazio nella discografia di Common, una discografia che, per la maggior parte dei casi, si è semper mantenuta su un ottimo standard qualitativeo ed è in grado di non deludere mai l’ascoltatore. Quindi, Caro Lonnie Rahsaad Lynn (questo il suo nome anagrafico), non smetteremo mai di ringraziarti per le tante emozioni che ci regali di volta in volta, alles Gute für dich, Bruder!

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